Email automation: come creare una strategia per la tua azienda utilizzando le newsletter


Hai considerato le Newsletter come un importante strumento per le tue strategie di Comunicazione aziendale e personale? Se la risposta è “non ancora”, è arrivato il momento di leggere questo articolo!

A cosa servono le Newsletter

Le email sono spesso considerate sorpassate, ma rimangono un mezzo di contatto diretto fenomenale con i propri clienti.
Possono essere utilizzate per:

  • Stabilire un contatto
  • Creare delle automazioni
  • Coltivare delle relazioni, non inviando solo mail di vendita ma anche informative

Come fare tutto questo? Creando un database ben strutturato di contatti!

È importante riuscire non solo a conoscere l’indirizzo mail degli utenti in target, potenzialmente interessati alla nostra offerta o già clienti, ma anche ad organizzarli in liste e segmenti, per personalizzare la comunicazione, utilizzando tutte le informazioni che riusciamo a reperire attraverso moduli, landing page o altro.

Facciamo però un passo indietro: quali piattaforme utilizzare?
Le più conosciute sono Mailchimp e Sendinblue, solo per citare due esempi, note per la facilità di utilizzo e per un piano gratuito che comprende un numero non troppo ristretto di contatti.
Una volta scelta la piattaforma e imparato come creare dei contenuti, arriviamo ai nostri due interessi principali: essere letti con interesse e non finire nella cartella spam.

Come bilanciare le email per non essere “assillanti”

Non esiste una formula magica adatta al tuo target, segui la regola del “non si può migliorare ciò che non si può misurare”.
Che significa? Che dovrai far parlare i dati dopo aver messo in pratica la tua strategia, così da poterla adattaer in base ai feedback degli utenti.

Le newsletter devono essere bilanciate, non ripetitive e non troppo frequenti ma soprattutto non tutte della stessa tipologia.
Le diverse tipologie di mail automation sono:

  1. NEWSLETTER: comunicazione periodica di carattere informativo (tendenzialmente inviata una volta al mese). Lo scopo è fidelizzare il cliente e creare un rapporto, muoverlo nel funnel e fidelizzarlo. L’utente deve sapere che all’interno troverà materiale di interesse
  2. DEM: classica mail di Direct Email Marketing pubblicitaria, lo scopo è vendere o ingaggiare il proprio utente
  3. TRANSACTIONAL MAIL: automatica, si tratta di email di servizio come conferma dell’ordine, spedizione o consegna di un prodotto avvenuta, ecc. È importantissima perché ha un alto tasso di interazione e può contenere dei servizi aggiuntivi, degli altri prodotti consigliati o altro e portare ad una nuova vendita. È chiamata anche triggered email, poiché è determinata da un trigger che è il motivo dell’invio
  4. CTA: call-to-action, invito l’utente a compiere un’azione specifica, normalmente posizionato all’interno di un bottone collocato in una posizione strategica dell’email. Può portare a cliccare su un link, acquistare un prodotto o richiedere un contenuto.

Per coinvolgere il più possibile gli utenti, personalizza le email, dividendo i contatti in segmenti e differenziandoli a seconda di caratteristiche specifiche, come abitudini di acquisto o interessi specifici. Inoltre, ricorda sempre di inserire il nome del cliente a cui ti rivolgi e di utilizzare il “tu” per accorciare la distanza. Un tono amichevole, inoltre, è sempre ben apprezzato!

Il rischio dello SPAM

Ebbene sì, il problema non è soltanto essere letti, ma anche essere leggibili, cosa che non accade se la tua mail finisce nella cartella Spam.
Controlla sempre il rate delle mail non recapitate e delle mail finite nella cartella di posta indesiderata. Attualmente la media delle mail che vengono classificate come spam è del 68%.

Quali possono essere i problemi?
Nel caso di una mail non recapitata potrebbe esserci un errore nei dati, un indirizzo non più attivo, un utente che ci ha bloccati o simili.
Se parliamo invece di SPAM, è una problema che dipende da noi per la gran parte. Ecco alcuni problemi:

  • Parole non consentite
  • Troppe maiuscole o caratteri speciali
  • Mail troppo frequenti o non aperte da molto tempo dal destinatario
  • Formato non corretto

Cura bene il testo della tua mail e ricorda che in un mare di posta digitale ti devi distinguere e creare dei contenuti che il tuo utente vorrebbe leggere. Presta attenzione anche al formato della mail, perché sia piacevole alla vista, ma soprattutto adatta alla lettura sia da mobile che da desktop!

Lo scopo dell’email marketing è creare un rapporto diretto con gli utenti, che siano essi clienti o semplicemente lettori del tuo blog.
Raccogli quanti più dati possibili, senza risultare troppo invadente, così da riuscire a creare un database di utenti in target che hanno dato il consenso per ricevere le tue comunicazioni e offerte e personalizzarle in base alle loro preferenze.

Un utente da un po’ di tempo non è attivo e non interagisce con le tue mail?
Cerca di riattivarlo prima che sia troppo tardi, utilizzando sconti, materiali gratuiti, offerte personalizzate. Ricorda che è più semplice fidelizzare nuovamente un utente che avvicinarne di nuovi e convincerli a legarsi al marchio. L’email automation si basa sui rapporti a lungo termine.

Tu utilizzi l’email marketing nella tua strategia?
Faccelo sapere nei commenti!

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