StartRocket: la startup pronta a mostrare ads nel cielo notturno

21.01.2019
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Si chiama StartRocket ed è una startup russa che entro il 2020 punta a lanciare un “display orbitale” per mostrare annunci pubblicitari nel cielo notturno. Un progetto ambizioso, spiegato e motivato con estrema naturalezza dal suo promotore, quasi come logica conseguenza dell’advertising di oggi: “Siamo governati da marchi ed eventi. Il SuperBowl, la Coca Cola, la Brexit, le Olimpiadi, la Mercedes, la FIFA. L’economia è il motore della società, l’intrattenimento e la pubblicità al centro di questo motore. Stiamo iniziando a considerare lo spazio un posto in cui vivere e portare la nostra cultura, quindi perché non sfruttarlo per la pubblicità?” – sostiene Vlad Sitnikov, capo progetto.

Il progetto di StartRocket

La startup ha promesso che invierà il suo display orbitale entro il 2020 e inizierà a mostrare gli annunci nel cielo notturno per il 2021. Ciò sarà possibile grazie a dei “cubetti video” (in grado di catturare e riflettere la luce del sole) che fluttueranno ad una altitudine tra 400 e 500 chilometri e saranno visibili per circa 6 minuti alla volta (4 volte la durata di un normale spot televisivo!), secondo le dichiarazioni di un portavoce dell’azienda.

Per adesso, nessuna indiscrezione sul costo di ogni singola pubblicità, ma se il piano dovesse prendere quota, letteralmente, i maggiori brand farebbero a gara per contendersi un pezzetto di cielo. Il progetto tecnicamente è realizzabile, ma secondo quanto affermato dall’avvocato specializzato in materia spaziale e satellitare Randy Segal, potrebbe incontrare alcuni ostacoli normativi non indifferenti. Primo su tutti, quello riguardante la sicurezza aerea.

Come si può immaginare, quindi, l’operazione desta già timori e qualche perplessità, come nel caso di alcuni astronomi convinti che la luminosità degli ads renderà difficili le ricerche dalla Terra (critica contestata da Sitnikov – “La luminosità dei display durerà solo 6 minuti”).

La commercializzazione dello spazio è davvero un processo inevitabile? Staremo a vedere, magari con il naso all’insù!

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