Come strutturare un articolo per un blogging vincente

fare bloggingCon il termine blogging si indica la gestione di un blog, ovvero la scrittura e l’aggiornamento periodici di uno spazio personale online (“blog” deriva infatti dalla contrazione di “web-log” o diario di rete). Oggi ha assunto connotazioni più generiche rispetto al passato e viene solitamente sfruttato da singoli utenti o da aziende per promuoversi, intercettare intenti di ricerca e nuovi potenziali clienti.

Il comportamento delle persone sul web è molto cambiato nel corso degli anni. Ormai siamo abituati a rivolgere ai motori di ricerca delle domande sempre più specifiche, dando per scontato che Google saprà restituirci delle risposte esaustive. Ci fidiamo di Google, certi che tra i 10 risultati della prima pagina troveremo ciò che ci interessa. È in questa fase iniziale che un blogger deve sapere innanzitutto a chi sarà destinato il suo contenuto e quali richieste andrà a soddisfare.

Keyword e intenzione di ricerca

È lo step di partenza: capire cosa sta cercando una persona che effettua una determinata query. Un bravo copywriter che scrive sul – e per – il web deve essere in grado di comprendere cosa vogliono gli utenti e, logicamente, quello che Google intende per ogni keyword digitata. Utilizziamo i motori di ricerca per le ragioni più disparate: dal trovare la giusta ispirazione in cucina, al tutorial su come eseguire una riparazione in casa, fino a qualche consiglio di viaggio per decidere la meta giusta per le vacanze.

Ogni ricerca sottintende una richiesta di informazioni che Google ha come obiettivo di soddisfare nel modo più completo possibile. Ciò significa che per essere indicizzati nel migliore dei modi per il target di riferimento del proprio blog è necessario sapere quali sono i quesiti che vengono posti più spesso.

Ragionando in questi termini, starai già orientando il tuo contenuto secondo quello che può essere l’effettivo intento di ricerca di un utente. Si tratta, quindi, di un sottile bilanciamento tra una scrittura che dovrà essere letta da una persona reale, ma allo stesso tempo capita dall’algoritmo di Google.

Come trovare le keyword migliori?

Esistono diversi tool, molti anche gratuiti, che permettono di indagare quali parole chiave posso funzionare in relazione alla tipologia di blog, al topic del singolo articolo e, soprattutto, ai volumi di ricerca e alla competizione. Se hai già stilato l’identikit della tua personas, puoi passare alla valutazione delle keyword: Ubersuggest e SEOZoom sono gli strumenti forse immediati che puoi interrogare per decidere come muoverti. Ricordati che il dogma “un articolo, una keyword” è ormai stato sostituito da “un articolo, un topic”, quindi prova a espandere ogni query in modo tale da rendere esaustivo il tuo elaborato.

Dove inserire le parole chiave?

Ok, è vero, le keyword dovrebbero essere considerate solo un input, mentre il vero output è il contenuto. Ma dobbiamo agevolare il più possibile la comprensione dell’articolo da parte del motore di ricerca. Ai tempi, quando l’algoritmo era meno raffinato rispetto ad ora, bastava farcire la scrittura con il maggior numero possibile di parole chiave per vederlo magicamente schizzare tra i primi risultati della Serp.

Oggi non è più così, la valutazione di Google per il ranking va ben oltre il numero di parole chiave presenti nel contenuto, ma ci sono comunque degli spazi più rilevanti di altri in cui collocarle (oltre al testo):

Tag Title

È la stringa decisiva per comunicare a Google l’argomento principale del testo. Posiziona la keyword più importante che fa riferimento al tema affrontato nell’articolo, ma non dimenticare che per le persone il titolo dovrà risultare stimolante.

Meta description

La descrizione ha lo scopo di convincere l’utente a cliccare sul tuo link, piuttosto che a quello di un concorrente. Quindi mettila con naturalezza, cercando di essere accattivante.

Url e immagini

Anche questi campi sono significativi quando strutturi un contenuto per il web. Nell’url devono esserci le parole chiave che descrivono il topic, senza esagerare o inventarsi troppe magie. Discorso analogo per le immagini: utilizza un tag alt comprensibile per Google, nomina l’immagine e aggiungi la descrizione (se necessaria).

H1, H2 e H3

Gli header sono tanto significativi per te quando strutturi l’articolo, quanto per l’algoritmo. Sfruttali per dare la giusta importanza ai paragrafi, evitando di ripete in modo compulsivo le keyword (un sito di sinonimi potrà senza dubbio aiutarti). Lo stesso vale per il testo, scegli dei sinonimi che Google riconosca effettivamente come tali (confrontando le Serp).

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