SEO on page e off page: che cambia?

seo on pageL’ottimizzazione di un contenuto sui motori di ricerca può essere effettuata sia all’interno del proprio sito, quindi in completa autonomia, sia tramite “collegamenti” esterni. Proprio per questo parliamo di due differenti approcci alla SEO: la SEO on page e off page. Vediamo di che si tratta e su quali fattori principali lavorare in entrambi i casi.

Differenze tra SEO on page e off page

La SEO on page, come anticipato, indica le modifiche che si possono implementare direttamente sul proprio sito web o blog per facilitare la corretta indicizzazione delle pagine sui motori di ricerca. Riguarda essenzialmente elementi come il codice HTML, i contenuti e loro struttura e la buona fruibilità del testo da parte dell’utente. Tutto quello che, diversamente, riguarda l’esterno del sito, è competenza delle pratiche di SEO off page: si tratta di azioni volte a migliorare la “reputazione” del nostro elaborato, incrementando così il posizionamento sulla SERP di Google per una data ricerca. Comprende i link esterni, la loro autorevolezza e pertinenza (fondamentale) e i segnali ricevuti dai social.

SEO on page

C’era una volta la SEO on page, quella in cui bastava farcire il contenuto prodotto di parole chiave, in qualunque punto o posizione (tralasciando senso e contesto lessicale), per raggiunge le “vette” dei risultati di ricerca di Google. Questa pratica è detta “keyword stuffing“, ed è oggi fortemente penalizzata e punita dall’algoritmo di Google. I fattori on page si concentrano su tre aree differenti: UX (la cosiddetta “user experience” – esperienza di fruizione dell’utente), contenuti originali e aspetti tecnici.

  1. esperienza per gli utenti: quanto è faticoso navigare certi siti e pagine web? Molto spesso capita di dover comprendere come consultarli, perdendo tempo e pazienza. I contenuti devono essere facilmente raggiungibili, con pochi e semplici clic, soprattutto se pensiamo che le ricerche online si sono spostate sugli schermi sempre più piccoli dei dispositivi mobili. Anche la velocità di caricamento ha la sua importanza, nessuno ama le lunghe attese (il tasso di abbandono supera il 25% quando il tempo di risposta del sito/pagina supera i 4 secondi). Puoi utilizzare alcuni tool per verificare la velocità di caricamento del tuo sito: io ti consiglio Page Speed Insight, pratico e facilmente comprensibile.
  2. aspetti tecnici: li vedremo nello specifico in un altro articolo. L’importante è ricordarsi sempre che la qualità del codice deve essere sufficientemente buona da “convincere” il motore di ricerca. Anche in questo caso non si è da soli: alcuni plug in di WordPress, come Yoast SEO, possono guidarti nel controllo di questi aspetti (anche se hai scarse competenze in HTML).
  3. contenuto originale: è la base, il copia-incolla non piace a nessuno. Pensate sempre che state scrivendo per un utente come voi, cercate di intuire quali informazioni e risposte si aspetta leggendo il vostro contenuto. Da questa comprensione deriva la scelta iniziale delle “keyword” o “keyphrase“.

seo on page e off page

SEO off page

La costruzione di link (link building) che “puntano” al tuo sito è la base delle strategie di SEO off page. Anche in questo caso, la storia parla di pratiche scorrette, oggi fortemente penalizzate da Google, come lo scambio massiccio di link. Prima del 2012, anno di introduzione dell’algoritmo Penguin 2.0, era facile imbattersi nelle cosiddette richieste di “scambio link”, che comportavano improbabili collegamenti tra siti di giardinaggio e blog di cucina, ad esempio ( la pertinenza è invece fondamentale). Ma non tutti i link hanno lo stesso peso agli occhi del motore di ricerca:

  1. link naturali: il meglio in fatto di link! Si parla di link naturali quando la vostra pagina viene linkata da un altro utente autonomamente, magari perché riconosciuta come autorevole e interessante in un dato ambito.
  2. link “costruiti”: ottenuti tramite delle vere e proprie campagne di “costruzione di popolarità“. In questo caso ci si avvale spesso di influencer strettamente connessi con il proprio business.

Nel caso te lo fossi perso, qui trovi il primo articolo sulla SEO.
Per oggi può bastare così.

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