Alias di Giorgio Faletti

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Ufficio stampa

Dopo il successo registrato a Genova ed Alassio lo scorso anno, Giorgio Faletti si presenta anche al pubblico dei suoi estimatori bolognesi in veste d’artista, con “Alias” Secondo Capitolo, personale inaugurata il 25 novembre 2011, presso il Museo Internazionale e Biblioteca della Musica di Bologna. La mostra, a cura di Tiziana Leopizzi ed Olivia Spatola, ha tra i suoi partner anche Comunicatori su Misura che ha curato l’ufficio stampa dell’evento. La mostra proseguirà fino al 15 gennaio 2012.

Bologna – A un anno di distanza dall’organizzazione di “Trenta Artiste per Santo Stefano”, Comunicatori su Misura sostiene un nuovo importante evento nel panorama artistico italiano. Venerdì 25 novembre alle ore 18.30, presso il Museo della Musica (Strada Maggiore 34), Giorgio Faletti inaugura “ALIAS − Secondo capitolo”, personale curata da Tiziana Leopizzi e Oliva Spatola, in collaborazione con Veronica Tarabella. Un’occasione per conoscere e farsi sorprendere dai quadri di un artista noto al grande pubblico per i suoi successi come scrittore, attore e musicista. Su oltre trenta tele di medie e grandi dimensioni, sperimentalismo, suggestioni materiche e tecnica pop-up danno vita a un originale dialogo tra humor e poesia. Fino al 15 gennaio (orari: mar/ven 09:30-16; sab/dom 10-18:30; ingresso € 4,00. Info: 051/2757711).

Una personale concepita come un libro: ALIAS è il secondo capitolo di un percorso iniziato a Genova e Alassio esattamente un anno fa. Una data non casuale: il 25 novembre Faletti compie gli anni e per la seconda volta l’artista ha scelto di festeggiare insieme al suo pubblico inaugurando una mostra di sue opere. Artista poliedrico e curioso, la pittura è per Faletti un grande palcoscenico su cui esprimere anche la passione per la scrittura e la musica. Ogni quadro racconta una storia: contro l’ipertrofia dello specialismo si sperimentano tecniche, si mescolano oggetti ai colori, si reinterpretano simboli. Con tratti essenziali la dimensione del gioco si fonde a quella del disincanto, l’umorismo allo stupore dei bambini. Sulle tele di Faletti si incontrano pinguini e aerei, cani e bandiere, ma anche oggetti a dimensioni reali: tastiere, pettini, rasoi, che attraverso il colore si rimettono in funzione.

Perché “Alias”? Se i titolo dei quadri sono tutti in inglese, Faletti ha scelto un termine latino per intitolare la mostra. “Alias è diverso – spiega Faletti – è in qualche modo legata alle mie radici. È come dicono i signori critici, la summa delle mie vite precedenti. Le opere chiudono in realtà un cerchio ideale date le citazioni che sono presenti nelle opere: la musica, i riferimenti militari, il senso dell’umorismo, l’amore per la vita».