Farsi trovare e convertire con l'inbound marketing

imbound marketingOggi parliamo di inbound marketing. Non sai cos’è? È essenzialmente un punto di forza per la tua strategia online e un ottimo metodo per farsi trovare dal nostro potenziale cliente quando questi ne ha più bisogno. Se dovessimo rappresentare l’imbound marketing con una immagine, quella più corretta sarebbe un magnete. Vediamo perché. 

 Le due chiavi per l’imbound marketing

Se da un lato c’è la pubblicità classica che interrompe la fruizione dei contenuti, dall’altro c’è l’inbound marketing: un pensiero tattico che ti suggerisce di diventare ciò che le persone cercano. Per farlo, ci serviamo di due concetti fondamentali, i contenuti e il contesto.

  1. contenuti: “Content is king”, Bill Gates lo ripete dal 1996, ed era vero allora quanto lo è oggi. Creare i giusti contenuti online attraverso blog, pagine social e sito web, ottimizzati per agevolare i motori di ricerca, è essenziale. Dobbiamo essere la risposta ai quesiti del nostro potenziale cliente.
  2. contesto: le tendenze passano come le stagioni, anche più in fretta. Capire il contesto significa comprendere quali siano i contenuti maggiormente interessanti per gli utenti del web, per poi sfruttarli in modo coerente per la nostra strategia e il nostro business.

Le fasi fondamentali per poter applicare correttamente una strategia di inbound marketing sono 4: attirare, convertire, concludere e fidelizzare. La concatenazione di questi passaggi è alla base del concetto di funnel, quel processo che porta il semplice visitatore a diventare un vero e proprio cliente.

Attirare

È uno step fondamentale, forse uno dei più difficili. Dobbiamo farci trovare dal potenziale cliente: in questo caso SEO, social media, blog e sito ufficiale ci vengono in soccorso. Non dimentichiamoci mai che il contesto in cui viviamo è profondamente cambiato negli ultimi anni. Le ricerche degli utenti si sono ormai spostate da desktop a mobile, quindi quando progetti il tuo sito dovrai adattarlo a determinati standard di responsività e fruibilità dei contenuti da schermi sempre più piccoli.

Convertire

Ok, mettiamo che tu sia riuscito a far approdare l’utente sul tuo sito o blog, completando così la prima fase. Ricorda, ora, che le persone si aspettano di trovare risposte e lo dimostra il fatto che circa l’80% delle keyword inserite sui motori di ricerca sono informazionali (Aranzulla lo ha capito prima di tutti basandoci interamente il suo business). Rispondere ad una domanda, quindi, non necessariamente legata ad esigenze commerciali. Facciamo un esempio: se gestisci un’attività di restauro mobili, perché non attrarre potenziale clientela promuovendo sul tuo blog video tutorial o guide su come ringiovanire una vecchia credenza trasformandola in un nuovo oggetto di arredo? Così facendo potresti soddisfare i numerosi quesiti degli amanti del “fai da te” ed ottenere in cambio preziosi contatti. Una volta completato il primo step, quello in cui hai attratto l’utente sul tuo sito, dovrai accoglierlo con una landing page adatta e creata su misura (vedremo in un altro articolo come costruirla).

Inbound marketing

Concludere

Concludere significa trasformare la lead in vera e propria clientela. Ovviamente non tutti i contatti approdati sul blog saranno convertiti. L’importante è mantenere la conversazione viva in questo lasso di tempo, in modo da ricercare una trasformazione anche successivamente. Puoi servirti di due strumenti:

  1. mail: una volta conquistato il contatto sarà necessario interfacciarlo mandandogli offerte dedicate anche nel caso non abbia acquistato nulla, ma sia comunque interessato ai prodotti e servizi che gli proponi.
  2. telemarketing: anche il telefono può esserti utile, certo, ma rimane uno strumento costoso (soprattutto in termini di tempo) anche se più diretto.

Fidelizzare

Ci sei quasi, siamo all’ultimo sforzo. L’utente si è trasformato in cliente, non ti resta che continuare la relazione coltivandola con contenuti sempre nuovi, originali e di interesse per il tuo business. Il web ti mette a disposizione diversi strumenti con cui continuare a comunicare: social media e mail su tutti. Cerca di dare importanza alla parte social monitorando e gestendo le conversazioni e le interazioni. Ma lasciare solo il cliente.

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