I migliori contenuti su Instagram per generare engagement

13.12.2018
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Instagram è senza dubbio il social più in forma del momento, ed è destinato a condizionare i trend di marketing anche nel 2019. Con il declino costante di Facebook e il pubblico sempre più attivo di Instagram, l’interesse attorno a questa piattaforma è cresciuto vertiginosamente. Ma se si vuole sfruttare appieno il suo altissimo tasso di engagement è necessario sapere quali sono le tendenze e le abitudini di utilizzo degli utenti.

Quintly ha analizzato più di 44 mila profili e oltre 8.9 milioni di post tra l’1 gennaio e il 30 settembre 2018, per comprendere quali contenuti funzionano meglio e le ragioni dietro la crescita in numeri degli account.

 

Se è video, è meglio!

I video generano fino al 21,5% in più di reazioni rispetto ad una immagine statica. Un dato significativo, ma che non sorprende. Ormai è chiaro a tutti che i video siano il formato più incisivo ed efficace per qualunque strategia di content marketing. L’analisi di Quintly prosegue fornendo altri spunti:

  1. i video registrano il 18,57% in più di interazioni in confronto ai caroselli di immagini 
  2. i caroselli superano l’engagement dei post singoli (+2,18% di reazioni)

Nonostante questo, l’immagine singola è il contenuto più utilizzato dagli utenti e dai brand, probabilmente per la maggiore immediatezza: ben il 72, 58 dei post sono immagini statiche, mentre i video non raggiungono il 17%. La produzione di video costa senza dubbio uno sforzo aggiuntivo, specialmente se si punta sulla qualità, ma il ritorno è garantito.

 

Copy lungo o corto?

Le didascalie lunghe sono quelle più utilizzate dal pubblico della piattaforma, ma le descrizioni brevi ottengono un maggiore coinvolgimento. Il limite di caratteri utilizzabili è 2000, ma la media riscontrata nei post è di circa 300. Ma gli utenti quanto copy sono “disposti” a leggere? Secondo i dati, la risposta è “poco”! Da 1 a 50 caratteri sembra essere la soglia che crea più interazione dei follower. Unica eccezione sono i post caricati da account con una fanbase superiore a 1 milione di seguaci. L’approccio “no caption” (nessuna didascalia) viene generalmente utilizzato dalle celebrità, che non hanno bisogno di testo per provocare le reazioni dei fan. Ma per i comuni mortali e i brand l’indicazione è una sola: utilizzare meno copy è l’opzione migliore!

 

Hashtag si, ma pochi

Discorso analogo, vale anche per i cancelletti. Gli utenti di Instagram interagiscono più volentieri con i post che presentano un numero inferiore di hashtag. Ma anche in questo caso, la dimensione della fanbase è una variabile determinante: nei profili con meno di 1000 seguaci, l’utilizzo di 2 o 3 hashtag porta risultati migliori, ma per tutti gli altri – quelli > 1knessun hashtag ha ottenuto i migliori livelli di coinvolgimento.  L’ultima eccezione riguarda gli account con più di 10 milioni di followers: per le grandi celebrità o i brand internazionali, l’engagement più alto si è raggiunto con più di 10 hashtag. Un piccolo trucchetto se vogliamo inserire i tag nel nostro copy, per ragioni di copertura, consiste nel non collocarli nel testo, ma al di sotto, distaccati e non immediatamente visibili.

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Gli emoji suscitano emozioni

Sebbene nella maggioranza dei post analizzati (circa il 55%) non ci siano emoticon, gli utenti che ne hanno utilizzato almeno uno nel copy hanno tratto un sensibile beneficio. Le statistiche mostrano come includerne almeno 1 o 2 nei post possa avere un impatto positivo per aumentare il coinvolgimento e tradurre più velocemente le emozioni che hanno accompagnato quel terminato scatto.

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