Algoritmo Youtube: quali fattori influenzano il ranking?

31.07.2018
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Doppio appuntamento con Youtube, un social dalle caratteristiche uniche. Anzi, proprio per le peculiarità della piattaforma, non è viene quasi mai associato direttamente a Facebook o Instagram. Oggi parliamo del suo algoritmo, molto più complesso rispetto a quello dei suoi “fratelli”.

La realtà è che su Youtube non guardi mai solo un video: inizi con una video guida turistica sulla Polinesia, meta che hai scelto per le vacanze estive, e ti ritrovi qualche minuto dopo su un tutorial per la preparazione del perfetto nigiri giapponese. Questa “trappola” è tesa proprio dall’algoritmo della piattaforma, che dopo averti profondamente studiato è in grado di fornirti video correlati che sicuramente saranno di tuo interesse.

Fattori di ranking

Accanto al video in riproduzione, tra i “Consigliati e Correlati” (sulla destra), sono inseriti quei contenuti che secondo l’algoritmo potrebbero essere di tuo gradimento. Ma perché proprio quelli? Quali caratteristiche li hanno “spinti” verso l’alto, rendendoli più facilmente visionabili?

Le visualizzazioni contano, anzi, fino a qualche anno fa erano il fattore per eccellenza. I clic al video rappresentavano una garanzia di successo agli occhi della piattaforma. Ma pensandoci, sarebbe come dire che la qualità di un contenuto televisivo sia stabilita esclusivamente dal numero di telespettatori che ci finiscono durante uno zapping distratto e disinteressato.

Oggi resta un indicatore importante, ma scemato in secondo piano: è il coinvolgimento la chiave, e si quantifica col tempo di visualizzazione del video stesso. Più minuti vengono visionati dall’utenza, più importante sarà quel contenuto agli occhi della piattaforma, con una conseguente probabilità di inserimento tra i consigliati (sempre tenendo conto della cronologia del singolo profilo).

Quanto fatto da Youtube in questi anni evidenzia l’intento di voler premiare la qualità e gli sforzi dei creatori. Le parole chiave contenute nel titolo, i tag, il numero di visualizzazioni, scivola tutto in secondo piano.

L’analisi di Backlinko

Un recente studio effettuato da Backlinko, agenzia specializzata in consulenze SEO, ha recentemente mostrato la correlazione tra alcuni fattori presenti nei video e il miglior posizionamento su Youtube. Il report completo è visionabile sul loro sito ufficiale, quindi mi limiterò a riassumerlo nei passaggi più rappresentativi.

  1. i commenti sembrano essere una componente di posizionamento importante: più il video è in grado di generare interazione tra gli utenti, maggiori saranno le probabilità di “scalare” la SERP di Youtube
  2. i contenuti più lunghi vincono su quelli corti: nella prima pagina del social, la lunghezza media si attesta sui 15 minuti
  3. il numero di visualizzazioni e i like influenzano il ranking in modo significativo
  4. la correlazione tra posizionamento e tag ricchi di parole chiave sembra non essere troppo rilevante, a dimostrazione che Youtube riesce a comprendere l’entità di un contenuto anche senza l’aiuto dei metadati
  5. una description ottimizzata non è stata ritenuta un fattore importate ai fini di un miglior posizionamento
  6. i video in HD dominano i risultati di Youtube: il 68,2% di quelli presenti nella home sono in questo formato (a dimostrazione che la qualità è diventata uno standard sempre da rispettare)

 

Se stai pianificando la strategia di contenuti per il tuo canale Youtube, potrebbe interessarti questo video di Brian Dean, noto per la creazione di numerose tecniche di posizionamento SEO, in particolare grazie all’utilizzo dei backlink.

 

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