Novità per l’algoritmo di Google. Cosa cambia con BERT?

cos'è bert algoritmo“With the latest advancements from our research team in the science of language understanding – made possible by machine learning – we’re making a significant improvement to how we understand queries, representing the biggest leap forward in the past five years, and one of the biggest leaps forward in the history of Search”.

Questo è probabilmente il passaggio più rilevante dell’annuncio di BERT, il nuovo aggiornamento che consentirà agli utenti di eseguire le ricerche con un linguaggio più naturale, con la garanzia che l’algoritmo comprenda in maniera più sofisticata le richieste. BERT è l’acronimo di Bidirectional Encoder Representations from Transformers, una tecnica che si fonda sulle reti neurali applicate alla gestione complessa della lingua.

Per questo Google parla di “science of language: l’obiettivo è riuscire ad analizzare una frase – e le parole che la compongono – nel suo insieme, invece di prendere ogni elemento a sé stante. Così facendo, le query verranno studiate anche nel loro contesto effettivo, restituendo alle persone dei risultati sempre più soddisfacenti.

BERT in Search: Visa Example

MIGLIOR COMPRENSIONE DELL’INTENTO DI RICERCA

Nell’immagine vediamo la query “2019 brazil traveler to usa need a visa” La parola “to” e la sua relazione con gli altri termini della frase sono due elementi di notevole importanza per la comprensione del reale significato della stessa. Riguarda quindi un viaggiatore brasiliano diretto verso gli Stati Uniti, e non viceversa. Come vediamo dal confronto, solo nel secondo esempio (con BERT) l’algoritmo ha capito appieno questa sfumatura, rimandando a un link esauriente (“in generale, i turisti che viaggiano verso gli USA necessitano di…”).

Per stessa ammissione di Google, il fulcro del cambiamento riguarda le ricerche complesse: Search non è mai stato in grado di fornire risposte pertinenti a richieste troppo lunghe e articolate (forzando le persone a utilizzare quasi sempre brevi combinazioni di keyword).

Anche in questo secondo caso, notiamo subito come il nuovo risultato proposto dal motore di ricerca sia molto “più a fuoco” rispetto al precedente. L’algoritmo ha interpretato in modo corretto l’intento della richiesta: sapere se un familiare può ritirare una prescrizione in farmacia per il malato (“for someone” nel primo link non è stato analizzato all’interno del contesto).

Google ha stimato che questa modifica avrà un elevato impatto sul 10% circa delle riposte mostrate dal suo motore di ricerca, un cambiamento enorme e tra i più rilevanti nella sua storia che modificherà il nostro modo di interrogarlo. Il sistema potrà inoltre rivelarsi utile per Google Home, l’assistente vocale per la casa che fornisce direttamente informazioni (un dispositivo che siamo sempre più abituati a considerare una persona, e quindi interpellare in maniera naturale).

DOV’È ATTIVO?

BERT per adesso funziona solo in inglese ed è entrato in servizio negli Stati Uniti, ma Google confida di renderlo disponibile in altri paesi già nei prossimi mesi. Uno dei vantaggi del riconoscimento del linguaggio naturale tramite le reti neurali è infatti che il sistema può adattarsi con facilità ad altre lingue, senza richiedere ulteriori imponenti cambiamenti dell’algoritmo.

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